Orari SS. Messe

Domenica e festivi: h.9.00 - 10.30 - 12,00
Prefestiva Sabato ore 18,30

Feriali (escluso lunedì e sabato ): h. 8.00

Nella cappella in Via Sestriere 32/a: sospesa.
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Canto e musica liturgica

 

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L’animazione del canto (da Ars celebrandi, Centro per la pastorale liturgica francese,ed. Qiqajon,Bose,2008)

Innanzitutto l’animatore è al servizio dell’assemblea nel rispetto del rituale. E l’assemblea ha bisogno di una buona voce più che di una gestualità di animazione.

Una voce giusta, timbrata, posata, che ben si adatti all’azione liturgica. Una voce per proporre un ritornello breve, che l’assemblea saprà riprendere tanto meglio quanto più è stato proposto in maniera chiara. Una voce per intonare un canto a cui tutta l’assemblea si unirà. Una voce per cantare una strofa in modo tale che l’assemblea sia invogliata a rispondere con il ritornello.

Ed ecco che l’animatore è diventato così un cantore, che con la sua voce invita l’assemblea a cantare. Va precisato che questa voce può anche cantare insieme con l’assemblea, ma non davanti al microfono, perchè, contrariamente a quanto si dice spesso, cantare davanti al microfono è il modo più sicuro di impedire all’assemblea di cantare  (e questo sarebbe il colmo). Una voce che canta davanti al microfono, infatti, riempie da sola tutta la chiesa. L’assemblea non è più invogliata a cantare: le si è preso il posto.

 

La musica nella celebrazione

La musica apporta alla celebrazione l’aspetto lirico, festoso, di cui ha bisogno. Contribuisce molto al fatto che la celebrazione non parli unicamente all’intelligenza ma anzitutto al cuore. E’ sufficiente, del resto, aver partecipato a certe celebrazioni in cui non si canta, per essere convinti che manca qualcosa a questo livello.

Di più, essa offre un mezzo privilegiato di partecipazione: si canta insieme, oppure si ascolta insieme.

Ma la ragione fondamentale dell’utilizzo della musica nella celebrazione è forse la seguente: chi dice musica dice ritmo, capacità di mettere in movimento. E il ritmo ha il potere singolare di unificare l’intera personalità, dalle profondità del subconscio fino al vertice più sottile dell’anima… posto al servizio della preghiera, il ritmo diventa il più mirabile degli strumenti capaci di rendere tutte le nostre facoltà “docili” allo Spirito santo.

Giocando sul respiro, sull’emissione, sull’articolazione, essa permette al credente di entrare nella liturgia con tutto il proprio essere, corpo e spirito.

 

“La musica sacra sarà tanto più santa quanto più sarà in stretta connessione con l’azione liturgica” (Sacrosanctum concilium, 112)

Se è vero che ciascuno di noi sceglie e ascolta la musica che più gli piace, questo criterio non può valere necessariamente per la scelta di un canto liturgico. Questo non vuol dire che il canto liturgico non debba piacere e tuttavia il piacere non può essere l’unico criterio di scelta. Nella liturgia, infatti, ogni canto ha anzitutto una funzione da svolgere, tenendo conto del tempo liturgico e dell’azione liturgica in cui interviene. Detto questo, è chiaro che il piacere di cantare potrà aiutare i fedeli a celebrare meglio.

3 criteri per la scelta:

– la musica liturgica è sempre una “musica per”

–  non è legata ad un genere musicale di moda

– non può dipendere dai gusti individuali dei creatori e dei fruitori

La musica liturgica e in particolare il canto hanno una funzione di unificazione: i fedeli devono diventare un’assemblea.