Resoconto, aggiornato quando si può del Campo Estivo 2026 Elementari e Medie.
Campi 2026 – Fotografie
Sabato 1’ agosto 2026
Ultima giornata di campo, con tempo incerto.
Al mattino giochi alla casa per le elementari, mentre le medie hanno raggiunto un ampio prato vicino alla partenza dell’ovovia dopo una “orienting” a squadre: dovevano raggiungere il posto segnato sulla mappa scoprendo e passando da altri punti caratteristici dell’Aprica.
Pranzo alla casa con pasta al ragù, frittata al pesto, pomodori in insalata ed anguria.
Per le medie, pasto autotrasportato al prato e con insalata di pasta con pomodoro, tonno, peperoni, frittata al pesto ed anguria. Piccolo contrattempo con un imprevisto e improvviso temporale che in qualche minuto ha reso più complesso il pranzo . I ragazzi si sono rifugiati sotto gli scivoli e le tettoie del vicino parco giochi e il disguido è presto diventato un divertimento.
Nel pomeriggio per tutti Messa di fine campo celebrata da don Paolo nella chiesa di Ss. Pietro e Paolo all’Aprica. Prima della Messa, Don Paolo ha ricordato che oggi è la festa di sant’Eusebio, patrono del Piemonte. Ha quindi commentato il Vangelo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, sottolineando che si tratta di uno dei miracoli più importanti di Gesù, raccontato da tutti e quattro gli evangelisti perché avvenuto davanti a una folla immensa di testimoni. Il miracolo nasce in un momento difficile: Gesù ha appena saputo della morte di Giovanni Battista e si ritira in un luogo appartato. Nonostante il dolore e il pericolo, si lascia commuovere dalla folla che lo segue, accoglie tutti, guarisce i malati e dedica loro tutta la giornata.
Quando arriva la sera, Gesù non manda via la gente, ma coinvolge i discepoli dicendo: «Date voi stessi da mangiare». Con cinque pani e due pesci benedice il cibo, lo spezza e lo distribuisce, sfamando migliaia di persone e facendo avanzare dodici ceste. Questo insegna che Dio dona sempre con abbondanza e invita a non sprecare nulla dei suoi doni.
Don Paolo ha poi spiegato che questo miracolo anticipa l’Eucaristia: come Gesù spezza il pane per la folla, così nell’Ultima Cena dona il suo Corpo e il suo Sangue per la salvezza del mondo. Il vero nutrimento dell’uomo non è soltanto il pane materiale, ma Gesù stesso, il Pane della Vita, che dona la vita eterna.
Infine ha richiamato l’esempio di san Francesco, che aveva compreso profondamente il valore dell’Eucaristia e aveva costruito tutta la sua vita sull’incontro con Cristo. L’invito conclusivo è stato quello di chiedere al Signore occhi di fede, per riconoscere la sua presenza nella nostra vita e scegliere di seguirlo con la stessa fiducia e gioia dei santi.
Nella preghiera dei fedeli don Paolo ha ricordato tutti nonni e Don Mino, parroco fondatore della parrocchia ed ideatore dei campi estivi, che ci ha lasciati un mese fa.
Il rientro alla casa (sono pur sempre 45 minuti di cammino) tra canti moderni ed allegria prima di dedicarsi alla pulizia delle stanze e dei bagni, dato che occorre lasciare comunque tutto in ordine. I genitori si sono occupati di caricare il pulmino e di risistemare tutti i locali della cucina e refettorio.
Cena gourmet con pasta panna e prosciutto, scaloppine al limone, patate al forno, mele ed anguria e il consueto salame di cioccolato.
Nella serata la sempre attesa proclamazione di Miss e Mister campo.
Domani sveglia relativamente presto (per i ragazzi alle 7,30 per chi deve preparare 240 panini freschi un po’ prima) per le ultime pulizie e partenza con il pulmann verso la stazione di Tresenda alle ore 10,00. Coincidenze dei treni permettendo, il Frecciarossa 9656 da Milano e’ atteso alla stazione di Torino Porta Nuova per le ore 15,14.
Venerdì 31 Luglio 2026
La giornata per qualcuno inizia presto. Alle 4,15 la prima navetta per le medie per andare a vedere l’alba sui monti sopra Aprica. Ripercorrono la prima parte del sentiero di ieri verso la borgata Piscé, ma evitando la prima ora di cammino all’interno di Aprica. Panorama meraviglioso che rimarrà nei loro occhi.
Oggi è anche la seconda gita per il gruppo Elementari. Destinazione anche per loro Pian di Gembro, ma vicino all’aula didattica dov’è vi è ampio spazio pianeggiante per giocare e anche un po’ d’ombra visto che la giornata è molto molto calda nonostante siamo a circa 1.440 metri di altitudine.
Per le medie rimaste alla casa pasta al ragù, insalata di patate tonno e olive, frutta. Per i ragazzini gita i due panini freschi al prosciutto e alla mortadella, oltre a creakers, wafer e mela (che però scelgono in pochi).
L’ultima giornata del campo estivo ha concluso il cammino sulle orme di san Francesco, accompagnando bambini e ragazzi a contemplare gli ultimi anni della sua vita e il messaggio che ancora oggi continua a trasmettere. Pur segnato dalla malattia e dalla sofferenza, Francesco vive con un cuore colmo di pace, riconoscendo che ogni cosa è dono di Dio.
Al centro della riflessione è stato il Cantico delle Creature, nato proprio in un periodo di grande prova. Chiamando il sole, la luna, l’acqua, il fuoco e la terra “fratelli” e “sorelle”, Francesco insegna a guardare il creato come un dono del Padre e a vivere con gratitudine, riconoscendo che ogni creatura parla del suo amore. Anche nel dolore, la lode non viene meno, perché nasce dalla fiducia nel Signore.
Un altro episodio significativo è stato quello della riconciliazione tra il vescovo e il podestà di Assisi. Pur gravemente malato, Francesco desidera costruire la pace fino all’ultimo, aggiungendo al Cantico una strofa dedicata al perdono. La sua vita si conclude poi alla Porziuncola, dove benedice i frati, li incoraggia a rimanere fedeli al Vangelo e accoglie con serenità “sorella morte”, affidandosi completamente al Padre.
La meditazione è stata illuminata da alcuni brani del Vangelo. In Giovanni (13,1-15) Gesù lava i piedi ai discepoli, mostrando che il vero amore si esprime nel servizio fino alla fine. In Matteo (5,44-48) invita ad amare i propri nemici e a pregare per chi ci fa del male, ricordando che non può esistere una vera lode a Dio senza il perdono e la riconciliazione. Infine, in Giovanni (14,1-3) Gesù rassicura i suoi discepoli con la promessa della casa del Padre, offrendo la speranza che accompagna anche Francesco nell’ultimo tratto della sua vita. È stato richiamato anche il Vangelo di Matteo (6,25-34), già ascoltato nei giorni precedenti, per evidenziare come la fiducia nella Provvidenza abbia accompagnato Francesco dall’inizio fino alla fine del suo cammino.
Nei gruppi, bambini e ragazzi sono stati invitati a riflettere sulla gratitudine, sul perdono e sulla speranza cristiana. Le domande hanno aiutato a interrogarsi su quanto sia facile ringraziare per i doni ricevuti, sulla possibilità di compiere un gesto di riconciliazione verso chi si è allontanato, sulla responsabilità di custodire il creato e sul desiderio di individuare un impegno concreto da portare nella vita quotidiana al termine del campo.
Con questa ultima tappa si conclude il percorso vissuto durante il campo-scuola: Gesù chiama, Gesù fa vivere da fratelli, Gesù manda in missione, Gesù rende simili a sé e, infine, Gesù insegna a lodare e ad affidare tutta la propria vita al Padre. È il cammino compiuto da san Francesco, che da giovane in ricerca è diventato un uomo capace di riconoscere Dio in ogni cosa, di costruire pace, di amare fino alla fine e di affrontare con speranza anche l’ultimo incontro con il Signore.
Il rientro dalla gita è umido. Il cielo si copre di nubi minacciose verso le 3 del pomeriggio. Si decide di interrompere i giochi nel prato e a pian di Gembro. I ragazzi sono fantastici e in poco più di due ore siamo alla casa, nonostante gocce di pioggia che ci obbligano a mettere mantelline e kway, ma che non spaventano troppo.
Il resto del pomeriggio è un alternarsi di scrosci consistenti d’acqua e raggi di sole. Ma il temporale continua tutta la serata.
Cena con abbondante polenta e ottimo spezzatino di vitello, con le pesche come frutta.
Serata quasi conclusiva con l’attesissimo cabaret, dove tutti gli animatori si sono esibiti in esilaranti scenette comiche.
Per domani, ultima giornata intera di campo, il programma si adatterà alle condizioni meteorologiche. Al pomeriggio è prevista la messa di fine campo presso la chiesa di San Pietro e Paolo all’Aprica.
Giovedì 30 Luglio 2026
Seconda gita per i ragazzi delle medie. Destinazione: la riserva naturale di pian di Gembro, mentre le elementari rimangono a casa.
Partenza alle 9,30 dopo Lodi e colazione. Dopo aver attraversato il paese di Aprica, inizia il ripido sentiero che in meno di un’ora porta all’agriturismo Piscé e di qui con un tratto pianeggiante di quaranta minuti fini alla pineta vicino alla riserva. Giornata caldissima, soprattutto per chi è rimasto alla casa.
Pranzo con panini per chi è in gita, mentre le elementari trovano la frittata di riso, l’insalata di patate, tonno e olive, e frutta varia.
Nel pomeriggio la riflessione guidata da don Paolo. La quarta giornata del campo estivo è stata dedicata a una tappa fondamentale del cammino di san Francesco: lasciarsi trasformare dall’amore di Cristo fino ad assomigliargli sempre di più.
La riflessione si è aperta con l’incontro tra san Francesco e santa Chiara. Colpita dalla testimonianza del Santo di Assisi, Chiara sceglie di seguire Gesù nella povertà, nella preghiera e nella fraternità. Pur vivendo vocazioni diverse, Francesco e Chiara condividono una profonda amicizia spirituale, sostenendosi reciprocamente nel cammino verso la santità e mostrando come ogni vocazione, nella Chiesa, conduca alla stessa meta: seguire Cristo.
L’attenzione si è poi spostata sul Natale di Greccio, dove Francesco prepara una semplice mangiatoia per aiutare il popolo a contemplare il mistero dell’Incarnazione. Quel primo presepe ricorda che Dio sceglie la via dell’umiltà, facendosi vicino a tutti, in particolare ai più piccoli e ai più poveri.
L’ultimo episodio proposto è stato quello delle Stimmate, ricevute da Francesco sul monte della Verna al termine di un intenso tempo di preghiera. Esse rappresentano il segno di una vita completamente donata al Signore, plasmata dall’amore di Cristo fino a condividerne il dono di sé.
Ad accompagnare la riflessione sono stati alcuni brani del Vangelo. In Giovanni (13,34-35) Gesù affida ai discepoli il comandamento dell’amore reciproco. Il racconto della nascita di Gesù in Luca (2,1-20) richiama la semplicità e l’umiltà con cui Dio entra nella storia. Infine, Luca (9,23) invita ciascuno a prendere ogni giorno la propria croce e a seguire il Signore. A completare il percorso, sono state richiamate anche le parole di Giovanni (15,12-15), nelle quali Gesù definisce i suoi discepoli “amici”, offrendo una chiave di lettura dell’amicizia spirituale tra Francesco e Chiara.
Nei gruppi, bambini e ragazzi si sono confrontati sul valore delle amicizie che aiutano a crescere nel bene, sul significato del presepe di Greccio, sull’umiltà di Gesù e su come vivere con fiducia anche le piccole fatiche quotidiane. Le domande hanno invitato a riflettere su come amare “come Gesù”, su quali persone aiutino ad avvicinarsi al Signore e su quali atteggiamenti rendano visibile la propria fede nella vita di ogni giorno.
La giornata si è conclusa con un messaggio chiaro: essere cristiani non significa soltanto conoscere Gesù, ma lasciarsi trasformare dal suo amore. Attraverso l’amicizia, il servizio, l’umiltà e la fedeltà nelle prove, ciascuno può diventare sempre più simile a Lui.
Con questa quarta tappa il percorso del campo prosegue nel suo filo conduttore: dopo aver scoperto che Gesù chiama, che Gesù fa vivere da fratelli e che Gesù manda in missione, l’invito è ora a riconoscere che Gesù rende simili a sé, trasformando il cuore di chi lo segue.
Il ritorno da Pian di Gembro è lungo e tutte le fontane sono nostre, con qualcuno che quasi si fa il bagno. In totale sono stati circa 17km di camminata per 700 metri di dislivello in totale.
Cena con serata hamburger, da comporre direttamente a tavola e crumble di mele con panna.
Domani mattina sveglia prima dell’alba per le Medie per poter vedere l’alba dal vivo.
Mercoledì 29 Luglio 2026
Terzo giorno di campo alla casa, con sveglia un po’ più tardi per riprendersi dalle fatiche della camminata di ieri. Dopo vespri e colazione, mattino con giochi d’acqua.
Pranzo con pasta al pesto, tacchino con maionese, pomodori e frutta.
Nel primo pomeriggio la terza riflessione ha fatto conoscere san Francesco come uomo di pace e missione. Dopo la nascita della comunità, Francesco invia i suoi frati ad annunciare il Vangelo non tanto con grandi discorsi, quanto con una vita semplice, gioiosa e ricca di gesti concreti di amore.
Sono stati ripercorsi tre episodi tra i più conosciuti della sua vita. La predica agli uccelli ci ha ricordato che ogni creatura è un dono di Dio e ci invita a riconoscere la bellezza del Creatore. Il lupo di Gubbio ha fatto scoprire che il dialogo, il coraggio e il rispetto possono trasformare anche le situazioni più difficili, riportando la pace dove sembrava impossibile. Infine, l’incontro con il Sultano mostra un Francesco capace di costruire ponti anche con chi appartiene a una fede diversa, scegliendo il dialogo invece dello scontro.
La riflessione è stata aiutata da alcuni brani del Vangelo. Nel Vangelo di Marco (16,15) Gesù invia i suoi discepoli ad annunciare la Buona Notizia in tutto il mondo. In Matteo (5,9) proclama beati gli operatori di pace, chiamando ogni cristiano a essere costruttore di riconciliazione. Infine, in Matteo (6,26) invita a osservare gli uccelli del cielo, segno della fiducia nella Provvidenza del Padre. Abbiamo richiamato anche il racconto di Luca (10,1-9), nel quale Gesù manda i discepoli a due a due con il saluto: «Pace a questa casa».
I bambini hanno riflettuto su come Francesco sia riuscito a riportare la pace tra il lupo e gli abitanti di Gubbio, sul perché abbia scelto di incontrare il Sultano invece di combatterlo e su quali piccoli gesti possano aiutare a prendersi cura del creato e degli altri. I ragazzi delle medie si sono interrogati sul significato di essere oggi operatori di pace, su come vivere il dialogo anche con chi è diverso, sull’uso delle parole nelle chat e sui social e su come affrontare i conflitti senza alimentare divisioni. In conclusione, il Vangelo si annuncia prima di tutto con la vita. Ogni gesto di accoglienza, rispetto e pace può diventare una testimonianza concreta dell’amore di Gesù verso tutti.
Dopo aver scoperto che Gesù chiama ciascuno a seguirlo e che Gesù ci fa vivere da fratelli, oggi si è compreso che Gesù ci manda in missione, perché ciascuno, con la propria vita, possa essere un costruttore di pace e un testimone del suo amore nel mondo.
Pomeriggio ancora negli ampi spazi della casa.
Per cena pasta alla grigia con guanciale originale, scaloppine di pollo alla pizzaiola accompagnate da zucchine, frutta a scelta tra prugne, albicocche e pesche, torta al cioccolato con panna a volontà.
Serata in casa, pronti per i ragazzi delle medie alla gita di domani.
Martedì 28 Luglio 2026
Oggi finalmente la prima gita, tutti insieme. Con sorpresa.
Partenza non proprio all’alba (erano le 8,45) per la gita, dopo aver insaccato 2 panini al prosciutto e mortadella, creakers, wafer e mela, oltre a tanta acqua.
Sorpresa per tutti e stupore per alcuni che, dopo aver attraversato a piedi tutta l’Aprica ( e sono quasi 4 km), hanno realizzato che la gita sarebbe iniziata con la salita in ovovia alla malga Magnolta. Per qualcuno era la prima volta di un viaggio negli ovetti da dieci posti.
Il paesaggio ai 1870 mt s.l.m e’ spettacolare, così come il prato e il laghetto artificiale che ci accolgono per la preghiera del mattino, guidata dal cantico delle creature di San Francesco. E quale miglior scelta essendo immersi nella natura.
Ma la gita deve avere anche una parte di camminata in montagna. Il tragitto verso il ristoro Valtellina non è impegnativo, anzi con una parte in discesa per una ora di cammino. Altra sorpresa il volteggiare sulle nostre teste di un elicottero impegnato nelle gettate di cemento per i sostegni della rinnovata seggiovia del monte Palabione.
Ultimo sforzo completamente dentro il bosco, con soste promulgate a mangiare mirtilli e lamponi cresciuti rigogliosi a bordo sentiero. Puntuali sulla tabella di marcia e dopo un’altra mezz’ora abbondante di cammino, arriviamo al pian dei galli, a circa 1980 mt di altitudine, conosciuto anche come punto di arrivo della seggiovia del Baradello.
Meritato pranzo, un po’ di gioco e a seguire la riflessione su san Francesco guidata da don Paolo.
La seconda giornata del campo estivo ci ha accompagnati alla scoperta di un momento decisivo della vita di san Francesco: la nascita della fraternità francescana. Il titolo è esplicativo: L’inizio della fraternità e la Regola francescana: Sorella Provvidenza e la perfetta letizia. Dopo aver scelto una vita semplice e dedicata alla preghiera e ai più poveri, Francesco non rimase a lungo da solo. Il suo esempio conquistò altri giovani, che decisero di seguirlo condividendo lo stesso stile di vita, fondato sul Vangelo, sulla fiducia nella Provvidenza di Dio e sul desiderio di vivere come veri fratelli.
I ragazzi guidati da don Paolo e gli animatori hanno anche riflettuto sul significato della “perfetta letizia”: per san Francesco la gioia più grande non nasce dal successo, dagli applausi o dalle vittorie, ma dal sapere di essere amati da Dio e dal continuare ad amare anche nei momenti difficili e nelle delusioni.
Tre brani del Vangelo hanno guidato la riflessione. Dal Vangelo di Matteo (6,25-34) l’invito di Gesù a non vivere nell’ansia del domani, ma ad affidarsi con fiducia al Padre. In Matteo (18,20) Gesù è presente ogni volta che due o tre persone si riuniscono nel suo nome, rendendo speciale la vita di ogni comunità. Infine, nel Vangelo di Giovanni (15,9-12), Gesù invita a rimanere nel suo amore e ad amarsi gli uni gli altri, sorgente della vera gioia.
Il confronto nei gruppi è stato molto partecipato, ai quasi 2000 mt del monte Baradello. I bambini delle elementari si sono chiesti perché tanti abbiano scelto di seguire Francesco, che cosa significhi vivere come fratelli, perché Gesù ci inviti a non preoccuparci troppo del domani e se sia possibile essere contenti anche quando non si vince, chi ti aiuta a sentirti parte di una squadra o una famiglia, e per cosa stasera puoi ringraziare Dio.
I ragazzi delle medie hanno invece riflettuto su dove cercano la loro sicurezza, su come affrontare esclusioni e difficoltà, su che cosa significhi fidarsi davvero del Signore e su quali gesti concreti possano rendere il gruppo, la classe o la comunità una vera fraternità e quale piccolo gesto oggi puoi compiere per far sentire qualcuno accolto e importante.
Sono gli stessi ragazzi delle medie hanno una voglia folle di fare la doccia e scendono prima. Sono comunque oltre 800mt di dislivello percorsi, con qualche avventura di troppo in discesa sulla pista da sci illuminata più lunga di Europa, in quasi due ore.
I bambini delle elementari hanno invece giocato in quota e a seguire, con una lunga passeggiata tutta in discesa hanno raggiunto gli altri alla casa che ci ospita. Alla fine tutti a casa con quasi 15 km percorsi in giornata.
C’è solo il tempo per la recita dei vespri, e la cena ci attende con il rimontato risotto allo zafferano, il polpettone di vitello e come dolce e frutta le pesche al forno con crema pasticciera fatta ovviamente in casa e topping di cioccolato. E festeggiamento dielettrico compleanno di Gaia.
Dopo le lunga camminata, forse stasera sono un po’ più stanchi e anche le ore notturne più tranquille.
Domani sarà un altro giorno al capo.
Lunedì 27 Luglio 2026
Giornata totalmente alla casa.
Colazione ottima ed abbondante con pane e marmellata e Nutella, latte e thé.
Al mattino giochi con l’acqua e preparazione dei vari stendardi.
Pranzo con pasta al pomodoro, uova sode, insalata di patate e fagiolini, frutta.
Nel primo pomeriggio, nell’orario del silenzio dato che siamo relativamente vicini ad altre abitazioni, don Paolo ha introdotto il tema del campo: Diventare cristiani insieme. Alla scuola di san Francesco. Il santo di Assisi, di cui quest’anno ricorrono gli 800 anni dalla morte, è il tema conduttore delle riflessioni.
La prima giornata, intitolata “Il rifiuto della ricchezza e la rottura con il padre”, ha accompagnato bambini e ragazzi alla scoperta dell’inizio della conversione di san Francesco. Attraverso il racconto della sua giovinezza, dell’incontro con il Crocifisso di San Damiano e della scelta di rinunciare alle ricchezze del padre, i ragazzi hanno riflettuto sul significato della vera libertà: mettere Gesù al primo posto nella propria vita.
Questi i brani del Vangelo proposti:
- Matteo 6,19-21 – “Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore”: il vero tesoro che orienta la nostra vita.
- Matteo 19,16-22 – Il giovane ricco: il coraggio di lasciare ciò che ci impedisce di seguire Gesù.
- Luca 9,23-25 – “Se qualcuno vuole venire dietro a me, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”: la gioia di scegliere Gesù anche quando richiede sacrificio.
I bambini delle elementari hanno riflettuto sul valore delle cose davvero importanti, chiedendosi: Qual è il mio tesoro?; Ho mai condiviso qualcosa di bello con un amico?; Mi è capitato di fare la cosa giusta anche se era difficile?
I ragazzi delle Medie hanno approfondito il significato delle scelte di Francesco confrontandole con la propria vita: Quali sono oggi i “tesori” che occupano il mio cuore?; Quale libertà nasce dal mettere Gesù al primo posto?; C’è una scelta che posso fare per essere più amico di Gesù?
Il filo conduttore del campo è che san Francesco diventa santo non attraverso imprese straordinarie, ma imparando ogni giorno a vivere il Vangelo. Anche noi, con piccoli gesti quotidiani, possiamo seguire questa stessa strada.
Nel pomeriggio, aiutati da un bel sole e da un po’ di vento leggero, continuano i giochi nell’ampio cortile, mentre in cucina si stanno già attrezzando per il pranzo al sacco per la gita di domani.
Cena con pasta pomodoro e pesto, scaloppine di pollo al vino bianco, zucchine e albicocche.
Giochi a stand nella serata, sempre utilizzando il cortile sterrato sotto la pineta e gli ampi spazi interni.
La notte sembra più tranquilla: dopo l’euforia della prima sera anche per i più giovani un po’ di stanchezza si fa sentire.
Oggi giornata importante soprattutto per il medico volontario al campo: ha compiuto una cifra considerevole di anni, che scoprirete dalle fotografie.
Domani colazione è prevista per le 7,30. La sveglia un po’ prima per chi provvederà a spalmare e farcire qualche centinaio di panini!
Domenica 26 Luglio 2026
Con la Messa delle ore 11,00 sono iniziati i campi estivi 2026 per i gruppi delle elementari e delle medie.
Oltre 110 ragazzi, dalla 3’ elementare alla 3’ media e i loro animatori, hanno raggiunto con qualche peripezia la casa della colonia bustese al colle dell’Aprica verso le 19,30.
Lo sfrecciante Frecciarossa ha sfrecciato infatti fino alle porte di Milano poi, a causa di non meglio identificate persone sui binari, si è fermato a poche centinaia di metri dalla stazione di Milano Centrale accumulando un significativo riparto. Ritardo che ha impedito ai ragazzi, equipaggiati con ingombranti zaini, di prendere la coincidenza con il treno per la Valtellina. Attesa di circa un’ora sui binari e partenza effettiva alle 16,20. Viaggio tranquillo e puntuale con Trenord, così come puntuali i tre autobus che hanno portato i ragazzi della stazioncina di Tresenda sino al colle dell’Aprica e alla colonia.
Alla casa, capiente struttura di 4 piani, con tre grandi saloni, decine di stanze, un refettorio e ampio cortile sia in asfalto sia sotto la pineta, un rinfrescante temporale a metà pomeriggio, il tempo è tornato al bello per accogliere i ragazzi.
Tempo tecnico di suddividersi nelle stanze (da 3 fino ad oltre 10 persone), e la cena è pronta. Pasta al pesto, salsiccia in umido (il sughetto ha fatto gola a tanti!), insalata di pomodori, melone e crostata di frutta (per tutti) per festeggiare il compleanno di Asja.
Don Paolo ha spiegato le 10 regole base del campo, per poter vivere insieme na esperienza significativa, in allegria, rispetto, collaborazione e crescita insieme nella fede.
Serata al lume delle torce elettriche per il grande gioco notturno.
E’ mezzanotte dovrebbero essere tutti nelle stanze, ma noi siamo due piani più in basso e troppi rumori non si sentono.
Domani giornata programmata alla casa, con sveglia e colazione per le 8,30.
Al link alcune foto del viaggio e delle prime ore di campo.












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