La Conferenza episcopale italiana ha indetto per
venerdì 13 marzo 2026
una Giornata di preghiera e digiuno
per implorare il dono della pace
in Medio Oriente e in tutte le aree del mondo devastate dalla violenza.
Pregheremo insieme in chiesa:
ore 20,00: Rosario
ore 20,30: Santa Messa
ore 21,15: Via Crucis

I vescovi richiamano la gravità dell’escalation in corso, che «rischia di trascinare l’umanità in una guerra di proporzioni planetarie, una nuova inutile strage dalle conseguenze incalcolabili», e invitano tutte le comunità ecclesiali a unirsi in un’unica supplica al «Re della Pace» per fermare la spirale di odio e distruzione.
La Cei rilancia il richiamo al dialogo e alla diplomazia, ricordando che «la guerra non è e non può mai essere la risposta», e che la logica delle armi non può soffocare le legittime aspirazioni dei popoli. La Cei sottolinea anche come, in questo tempo drammatico, il «grido delle vittime» interpelli direttamente la coscienza dei credenti e chieda un impegno rinnovato nella costruzione quotidiana di una pace «disarmata e disarmante».
Durante la celebrazione eucaristica, la Via Crucis e il digiuno si pregherà in particolare perché «si apra presto un cammino di pace stabile e duratura» e perché «quanti soffrono a causa della violenza e dell’odio, le vittime dei bombardamenti, i profughi, i feriti e le famiglie nel lutto trovino conforto nella solidarietà della comunità cristiana e nella speranza che viene da Dio».
(tratto dal sito web della diocesi di Torino).
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Indicazioni della Conferenza episcopale italiana per la GIORNATA DI PREGHIERA E DIGIUNO PER LA PACE
CELEBRAZIONE EUCARISTICA
In occasione della giornata di preghiera e digiuno indetta dalla Conferenza Episcopale Italiana per venerdì 13 marzo, per la Celebrazione dell’Eucaristia si utilizzi il formulario per la Messa «in tempo di guerra o di disordini» (Messale Romano, p. 896).
VIA CRUCIS
Il pio esercizio della Via Crucis durante il quale, «i fedeli ripercorrono con partecipe affetto il tratto ultimo del cammino percorso da Gesù durante la sua vita terrena” (Direttorio su pietà popolare e liturgia, n. 131), sia vissuto con una particolare intenzione di preghiera per il Medio Oriente.
DIGIUNO
Il digiuno sia vissuto come espressione di solidarietà e preghiera per quanti soffrono a causa dei conflitti armati in corso nel mondo e per implorare il dono della pace in Medio Oriente. Questa pratica penitenziale, infatti, è «un segno concreto di comunione con chi soffre la fame, e una forma di condivisione e di aiuto con chi si sforza di costruire una vita sociale più giusta e umana» (Il senso cristiano del digiuno e dell’astinenza, n. 12). Il digiuno e la preghiera, inoltre, contribuiscono a sensibilizzare «le comunità alle esigenze della pace, rendendole accoglienti e solidali con le vittime della violenza e delle guerre» (Ibidem).
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