Orari SS. Messe

Domenica e festivi:
h.9.00 - 10,30 - 12,00
Prefestiva Sabato ore 18,30

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Nella cappella in Via Sestriere 32/a: domenica ore 10,00

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Buon samaritano

Il Cristo ci ha insegnato che l’amore soprannaturale per il prossimo è lo scambio di compassione e di gratitudine che si produce come un lampo fra due esseri, uno dotato e l’altro sprovvisto di persona umana.

Ques’ultimo è solo un poco di carne nuda, inerte e sanguinante sul ciglio di un fossato, senza nome, di cui nessuno sa nulla. Coloro che passano vicino a questa cosa la scorgono appena, e pochi minuti dopo non se ne ricordano più. Uno solo si ferma e presta attenzione. Gli atti che seguono sono un semplice effetto automatico di quel momento d’attenzione.

San Paolo afferma che la fede è la visione delle cose invisibili. “Se vuoi renderti invisibile, non c’è mezzo più sicuro che farti povero”. L’amore vede l’invisibile. Dio solo ha infatti il potere di pensare ciò che non è. Dio solo, presente in noi, può pensare la qualità umana negli sventurati, porgere veramente ascolto alla loro voce come a una parola.

Non appena un’anima si disponga ad acconsentire, Dio vi si precipita per poter guardare e ascoltare gli sventurati tramite suo.  Solo col tempo essa diventerà consapevole della presenza di Dio.

Nell’amore vero non siamo noi ad amare gli sventurati in Dio, è Dio in noi che li ama. La compassione e la gratitudine discendono da Dio.

 

Simone Weil, L’attesa di Dio

 

da San Giovanni Crisostomo: “Tu vuoi forse onorare il corpo di Cristo? Non trascurarlo quand’egli si trova nudo. Non rendergli onore qui, con stoffe di seta, per poi trascurarlo fuori, dove egli patisce freddo e nudità. Infatti colui che ha detto “Questo è il mio corpo”…, è il medesimo che ha detto: “Voi m’avete visto affamato e non m’avete nutrito”, e “Nella misura in cui l’avete fatto ad uno di questi minimi tra i miei fratelli, voi l’avete fatto a me”… A che serve allora che la tavola del Cristo sia sovraccarica di calici d’oro quando egli stesso muore di fame? Comincia a sfamare l’affamato, e solo allora puoi impreziosire la sua tavola con quel che avanza… Addobbando la casa, sta attento a non trascurare tuo fratello dolorante, poichè questo tempio qui è più prezioso dell’altro”

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